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Veglia di George Saunders – i-LIBRI

Jill “Doll” Blaine cade dal cielo e arriva al capezzale di K.J. Boone, potente dirigente di una compagnia petrolifera ormai vicino alla morte. Comincia così Veglia, il nuovo romanzo di George Saunders, pubblicato in Italia da Feltrinelli.

Jill è morta nel 1976, quando aveva appena ventidue anni, in un attentato che aveva come bersaglio suo marito, un poliziotto. La morte non ha però concluso la sua esistenza. Da allora torna tra i vivi per assistere chi sta per morire e aiutarlo ad affrontare il momento del distacco. Ha svolto questo compito centinaia di volte, ma K.J. Boone è diverso dalle persone che ha incontrato in precedenza.

Boone ha costruito la propria fortuna nell’industria petrolifera e arriva alla fine della vita convinto delle sue scelte. Ha contribuito a diffondere informazioni false sul cambiamento climatico pur conoscendo le conseguenze ambientali delle attività che difendeva. Nonostante ciò, continua a considerarsi un uomo che ha lavorato per il progresso e non sembra cercare né consolazione né assoluzione.

Mentre Jill cerca di svolgere il proprio compito, nella stanza arrivano altre presenze. Alcune appartengono al passato di Boone. Accanto a loro compaiono anche animali inattesi, dagli uccelli appartenenti a specie ormai estinte a un vitello nero e alcune antilocapre. Queste apparizioni consentono di visualizzare, seppur chiaramente nella dimensione fantastica del romanzo, le conseguenze di un modello industriale che Boone ha difeso per tutta la vita.

Non tutti, però, intendono comportarsi con lui come Jill. Alcuni vogliono che riconosca le proprie responsabilità prima della fine e non accettano che possa essere semplicemente confortato. Jill, al contrario, non è lì per giudicarlo. Il suo compito consiste nell’accompagnare chi muore, indipendentemente dalla vita che ha condotto. Proprio Boone rende difficile per Jill mantenere questa posizione.

Saunders non costruisce infatti un semplice processo al dirigente petrolifero. Boone continua a difendere ciò che ha fatto e richiama il progresso e i benefici prodotti dall’industria. Le presenze che lo circondano gli ricordano invece che determinate informazioni sul cambiamento climatico sono state deliberatamente manipolate o negate.

A poco a poco, però, Veglia sposta l’attenzione anche su Jill. Nella casa accanto è in corso un matrimonio. La festa e la vicinanza di due persone che stanno iniziando una vita insieme riportano alla superficie ricordi che lei credeva di avere lasciato alle spalle. Torna così la ragazza venuta a mancare a ventidue anni, con il marito che aveva amato, in quella vita che era stata interrotta proprio quando quando stava per iniziare.

Il passato di Jill aiuta a comprendere il suo atteggiamento verso Boone. Nel tempo dopo la sua morte ha ripensato all’uomo che provocò l’aveva causata, chiedendosi fino a che punto il carattere e le circostanze di vita possano influenzare il destino delle persone. È così che nasce la sua scelta di offrire conforto ai moribondi senza valutare chi veramente lo meriti.

Boone mette alla prova proprio questa idea. Jill si trova davanti a un uomo convinto di non aver sbagliato e sicuramente non disposto a mettere in discussione le proprie idee, neppure quando la morte è ormai imminente. A questo punto il tema è quello del perdono. Che cosa significa confortare qualcuno quando manca il pentimento? E quanto può contare un eventuale riconoscimento delle proprie responsabilità quando non rimane più tempo per rimediare?

Con Veglia Saunders torna a una dimensione narrativa già presente in Lincoln nel Bardo, il romanzo con cui nel 2017 ha vinto il Booker Prize. Anche in quel libro vivi e morti condividevano lo stesso spazio e le presenze dell’aldilà conservavano comportamenti e ossessioni molto terrene. Questa volta, però, al centro non c’è il dolore di Abraham Lincoln per la morte del figlio Willie. C’è invece un uomo nelle ultime ore della sua vita e una donna morta da decenni che dovrebbe aiutarlo ad andarsene.

Il rapporto di Saunders con il buddhismo torna nella concezione di una morte che non rappresenta necessariamente una separazione immediata dal mondo appena lasciato. I personaggi continuano a essere legati alla propria esperienza terrena e Jill stessa, nonostante le numerose volte in cui è tornata per assistere altri moribondi, scopre di non essere completamente libera dai ricordi della ragazza che era.

Anche davanti alla morte Saunders conserva il registro comico e grottesco presente in molta della sua narrativa. Persino l’arrivo di Jill sulla Terra è fisico e scomposto, lontano dall’immagine tradizionale di un’apparizione ultraterrena. Questo permette al romanzo di muoversi continuamente tra la gravità della situazione e l’assurdità delle presenze raccolte intorno al letto di Boone.

A nove anni da Lincoln nel Bardo, Saunders torna dunque al romanzo con una storia concentrata nelle ultime ore di un uomo convinto di non avere rimpianti. Jill dovrebbe soltanto accompagnarlo verso la morte, come ha fatto tante volte. Questa volta, però, il moribondo che le è stato affidato costringe anche lei a confrontarsi con il significato del compito che svolge e con una parte della propria vita che credeva ormai lontana.







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