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Prix Gide 2026 al collettivo Mantsina sur scène – i-LIBRI

Prix Gide du Contemporain capital

Il Prix Gide du Contemporain capital 2026 ha premiato un collettivo teatrale congolese, il Festival Mantsina sur scène, riconoscendo nella creazione plurale una delle forme più vitali della letteratura contemporanea. La scelta, annunciata il 3 settembre 2026 a Parigi, è una tappa significativa nella storia dei riconoscimenti letterari, che sono tradizionalmente riservati ad autori singoli.

È raro, se non del tutto inedito, che un premio letterario distingua un collettivo. I grandi riconoscimenti classici – dal Goncourt al Booker Prize, fino al Nobel – quasi mai sono stati attribuiti a gruppi o organismi collettivi. Il Prix Gide du Contemporain capital, fondato e organizzato da Michaël Ferrier e Ambre Philippe e sostenuto dalla Fondation Catherine Gide, ha rotto questa consuetudine.

La decisione nasce da una lettura attenta di ciò che la letteratura è stata e di ciò che sta diventando. Il termine “collettivo” può comprendere, oltre ad un gruppo di autori che firmano testi comuni, movimenti letterari, riviste storiche e contemporanee, case editrici indipendenti che concepiscono i cataloghi come opere in sé, collezioni editoriali, associazioni di scrittori, laboratori di scrittura, compagnie teatrali, reti transnazionali di autori in esilio, piattaforme digitali di scrittura collaborativa e comunità di lettori che diventano co-attori della creazione.

Nessun grande momento della letteratura è stato rigorosamente solitario. I cenacoli romantici, le avanguardie del Novecento, le reti editoriali che hanno sostenuto opere maggiori hanno sempre funzionato come matrici collettive. La figura dell’autore isolato è solo una delle possibilità. Oggi questa dimensione si intensifica ancora di più sotto la spinta di trasformazioni profonde, come la mondializzazione delle circolazioni, la molteplicità delle lingue in contatto, la crisi delle istituzioni tradizionali di legittimazione, le nuove forme di pubblicazione e diffusione.

È così che il collettivo piuttosto che indebolire la singolarità, ne diventa condizione di fecondità, permettendo di far dialogare esperienze eterogenee, resistere all’uniformazione, rendere visibili voci minorate e costruire spazi di creazione laddove mancano. Dal punto di vista sociale e politico, il collettivo introduce una responsabilità condivisa. Non si tratta tanto di dire il mondo, ma piuttosto di abitarlo insieme nel e attraverso il linguaggio. Ciò è ancora più vero In società frammentate e talvolta polarizzate, dove la letteratura collettiva diventa luogo di mediazione e sperimentazione democratica.

Sarebbe un errore considerare André Gide campione di un individualismo assoluto. La sua opera testimonia un dialogo costante tra individuo e forme collettive Nei Faux-Monnayeurs (I falsari, 1925) costruisce un romanzo polifonico in cui le voci si incrociano e si contraddicono; il “journal d’Édouard” inserito nel romanzo mostra che la scrittura è sempre presa in una rete di relazioni e influenze.

L’impegno di Gide nella Nouvelle Revue Française, che cofonda con Jacques Copeau, Marcel Drouin, Henri Ghéon, André Ruyters e Jean Schlumberger, manifesta una convinzione profonda circa il fatto che la letteratura si faccia anche in luoghi comuni e istituzioni flessibili. In Retour de l’U.R.S.S. (Ritorno dall’URSS, 1936) interroga frontalmente il rapporto tra individuo e collettivo politico, rifiutando dogmi e affermando un’esigenza di verità che non sacrifica la coscienza individuale al gruppo, ma non la pensa neppure fuori da ogni iscrizione collettiva. Premiare un collettivo significa quindi prolungare la tensione gidiana fondamentale tra singolarità e comunità.

Per il Prix Gide, “contemporain” indica la capacità di cogliere le forze all’opera nel presente, un presente segnato da interdependenza, circolazione e complessità. “Capital” non significa semplicemente “importante”, ma strutturante, decisivo – in senso simbolico, culturale, artistico, politico – e capace di produrre senso e influenzare durevolmente il modo in cui comprendiamo il mondo.

Un “contemporain capital collectif” è dunque un’entità che, attraverso una pratica comune, illumina il presente e ne rivela le tensioni. Allontanandosi dalla nozione di scrittore-faro e dalla versione del genio unico, il collettivo rende possibile una comprensione aggiustata e sensibile del mondo, evitando gli scogli dell’individualismo.

Iniziative ampie o più modeste, alcune intese a smuovere le parole, altre a mettere in atto una lotta politica, mostrano come il collettivo porti lontano, pur restando spesso legato a un’iniziativa “locale”. Un’opera-mondo come quella di Édouard Glissant (da cui nasce l’Institut du Tout-monde), un luogo concreto come il Centre culturel de Cerisy, un festival come quello dei 4 chemini o Beyrouth Livres, o una piccola rivista piegata in quattro da passare di mano in mano, come la svizzera Le Persil.

In questo caso il Prix Gide du Contemporain capital è stato assegnato al collettivo Festival Mantsina sur scène, creato e organizzato da Michaël Ferrier e Ambre Philippe. Implantato a Brazzaville, nella Repubblica del Congo, il collettivo fa del teatro un luogo di creazione e circolazione dei testi. Il suo festival difende una scena contemporanea aperta sul mondo, attenta alle fratture politiche, sociali e umane che lo attraversano.

La consegna del premio ha concluso una serata costruita intorno al significante “catastrofe”, interrogando ciò che resta quando sopravviene la catastrofe e che cosa possono ancora letteratura, teatro e musica quando i racconti ordinari non bastano più a rendere conto del reale.

Il Prix Gide du Contemporain capital, nato nel 2025 con il sostegno della Fondation Catherine Gide, vuole intervenire nel panorama dei premi letterari proponendo un diverso modello di selezione e deliberazione. Il suo ideatore, Michaël Ferrier, rivendica una giuria segreta per sottrarre i giudizi alle pressioni editoriali e promozionali, retribuita per il lavoro svolto, internazionale, plurilingue e periodicamente rinnovata; il premio pubblica inoltre le motivazioni dedicate a ciascun finalista.

Il nome riprende una formula coniata nel 1924 da André Rouveyre, autore dell’articolo Le contemporain capital : André Gide, per definire il ruolo centrale di Gide nel rinnovamento critico ed estetico della sua epoca. L’obiettivo è segnalare opere, autori e iniziative capaci di lavorare sul presente con indipendenza, rigore e durata, creando attorno alla letteratura uno spazio di letture, confronto e dialogo fra le arti.







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