
Angelo Brembilla con Siamo tutti un po’ Picasso ha vinto la terza edizione del Premio Barnaba. Un museo, una storia, il concorso letterario dedicato ai racconti autobiografici inediti nati da esperienze vissute nei musei.
La premiazione si è svolta venerdì 18 settembre a Pieve Santo Stefano, in provincia di Arezzo, nell’ambito del Premio Pieve Saverio Tutino. Accanto al vincitore, la giuria ha assegnato due menzioni speciali: ad Antonio Disi per Non catalogato e a Giovanni Galli per Quelli che non stavano fermi.
Brembilla ha ricevuto un premio di 1.000 euro. Ai tre autori sono state inoltre consegnate le targhe del Premio Barnaba 2026. I loro racconti, insieme a quelli degli altri finalisti, saranno pubblicati in un volume collettivo dalle Edizioni Museo Galileo.
Siamo tutti un po’ Picasso racconta il rapporto tra immagini e memoria, seguendo le tracce che l’arte può lasciare nella vita di chi la osserva. È proprio questo incontro personale con il museo e con ciò che custodisce a essere al centro del Premio Barnaba.
Il concorso non chiede infatti agli autori di scrivere racconti genericamente ispirati all’arte. Le opere devono essere autobiografiche e inedite e avere come luogo dell’esperienza un museo, italiano o straniero. La visita, l’incontro con un oggetto o con una collezione diventano così materia narrativa.
È una prospettiva che sposta l’attenzione dal museo in quanto istituzione a ciò che può accadere a chi lo attraversa. Una sala o un’opera possono richiamare un ricordo e riportare alla luce un episodio personale, diventando il punto di partenza di una storia.
Il Premio Barnaba nasce proprio per raccogliere questo tipo di esperienze e restituire attraverso la scrittura modi diversi di guardare ai musei e alle loro collezioni. I racconti consentono inoltre di condividere quell’esperienza anche con chi quei luoghi non ha potuto visitarli direttamente.
Accanto al racconto vincitore, il Comitato Scientifico ha scelto di attribuire due menzioni speciali. La prima è andata ad Antonio Disi per Non catalogato, la seconda a Giovanni Galli per Quelli che non stavano fermi. I due racconti entreranno, insieme a quello di Brembilla e agli altri testi arrivati in finale, nella pubblicazione che raccoglierà i risultati dell’edizione 2026.
Sono stati complessivamente 25 i racconti finalisti. La selezione è avvenuta in due fasi. Le Commissioni di Lettura hanno effettuato un primo esame delle opere candidate, successivamente sottoposte al Comitato Scientifico, composto da Monica Barni, Massimo Bucciantini, Natalia Cangi, Enzo Rammairone, Emanuela Rossi e Domenico Scarpa. Al Comitato è spettato il compito di individuare i finalisti e, tra questi, il vincitore della terza edizione.
Ospite della cerimonia è stata la scrittrice Ilaria Gaspari, che ha presentato la rosa dei finalisti e dialogato con Angelo Brembilla e Antonio Disi prima della consegna delle targhe.
Il Premio Barnaba è promosso dal Museo Galileo, in collaborazione con la Fondazione Archivio Diaristico Nazionale, con il patrocinio dell’Associazione Nazionale Musei Scientifici e di ICOM Italia.
La premiazione di Pieve Santo Stefano è stata anche l’occasione per presentare il volume che raccoglie i racconti finalisti dell’edizione 2025. Sono intervenuti Enzo Rammairone e Domenico Scarpa, membri del Comitato Scientifico, insieme ad alcuni degli autori presenti nell’antologia.
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