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Pinocchio e Giufà. Favole per un Nuovo Mediterraneo – i-LIBRI

Nel bicentenario della nascita di Carlo Collodi, Pinocchio torna a mettersi in viaggio. Questa volta il suo percorso conduce in Sicilia, dove incontra Giufà, personaggio della tradizione popolare che da secoli attraversa le culture del Mediterraneo. Dal 16 al 18 ottobre 2026 Ragusa Ibla ospita “Pinocchio e Giufà. Favole per un Nuovo Mediterraneo”, progetto che utilizza le due figure per riflettere sul dialogo tra culture e sulla capacità delle storie di passare da una lingua e da una tradizione all’altra.

Inserita tra i Progetti Speciali 2026 del Ministero della Cultura, l’iniziativa è ideata e diretta da Vicky Di Quattro e promossa dal Teatro Donnafugata e dall’Associazione Donnafugata 2000. Collaborano il Teatro Stabile di Catania, la Fondazione Nazionale Carlo Collodi e il Comitato Nazionale per le celebrazioni del bicentenario della nascita dello scrittore.

L’idea parte dall’accostamento di due personaggi molto diversi. Pinocchio nasce nella letteratura italiana dell’Ottocento e diventa nel tempo una figura conosciuta in tutto il mondo. Giufà appartiene invece a una tradizione narrativa diffusa, con diverse forme e varianti, nelle culture arabe, turche, greche, balcaniche e siciliane. A unirli è soprattutto la condizione del viaggiatore, insieme a una relazione problematica con le regole e con il mondo che li circonda. Entrambi commettono errori e attraversano esperienze che li cambiano.

«Pinocchio cerca di diventare uomo, Giufà cerca di comprendere il mondo; entrambi sbagliano, cadono, disobbediscono, si perdono e ricominciano», spiega Vicky Di Quattro. Portare questo confronto in Sicilia significa, secondo la direttrice del progetto, trasformare la loro natura errante in una possibilità di incontro fra culture e generazioni.

Il lavoro comincerà infatti prima dell’apertura al pubblico. Dal 12 ottobre artisti e maestranze del Teatro Stabile di Catania saranno a Ibla per le prove di “La fiamma dei ragazzini – Pinocchio e Giufà”, spettacolo che debutterà il 18 ottobre. La rappresentazione nascerà quindi attraverso alcuni giorni di lavoro negli stessi spazi in cui verrà presentata.

Dal legno di Geppetto alle xilografie di Bartolini

Il programma pubblico prende il via venerdì 16 ottobre alle 19 al Teatro Donnafugata con “Il segreto del legno. Pinocchio tra simbolo, iniziazione e metamorfosi”. Andrea Scarabelli e Simonetta Bartolini dialogheranno con Fulvia Toscano sulle diverse letture simboliche del personaggio creato da Collodi.

L’appuntamento precederà l’inaugurazione di “Dal legno di Geppetto ai legni di Sigfrido Bartolini”, mostra realizzata in collaborazione con la Fondazione Nazionale Carlo Collodi e presentata per la prima volta in Sicilia. A guidare il pubblico sarà lo storico dell’arte Andrea Guastella.

Al centro dell’esposizione c’è il lungo lavoro compiuto da Sigfrido Bartolini, pittore e incisore vissuto tra il 1932 e il 2007, per illustrare il capolavoro collodiano. Bartolini dedicò dodici anni alla realizzazione delle 309 xilografie destinate all’edizione del centenario di Pinocchio, pubblicata nel 1983 dalla Fondazione Collodi.

La mostra permette di seguire il processo di creazione delle immagini partendo dagli schizzi preparatori, passando attraverso i legni incisi e le prove di stampa, fino alle xilografie a colori confluite nel volume. È dunque anche un percorso nella storia iconografica di Pinocchio e nel modo in cui l’immagine del burattino è stata interpretata e trasmessa.

Il rapporto tra conservazione e reinterpretazione del personaggio è uno degli aspetti sottolineati da Giordano Bruno Guerri, presidente della Fondazione Nazionale Carlo Collodi. Pinocchio, osserva Guerri, «continua a parlare alle generazioni che cambiano» e la Fondazione intende custodirne l’eredità senza trasformarla in qualcosa di immobile.

È una continuità che trova una delle sue espressioni nel Parco di Pinocchio a Collodi, in Toscana, dove l’universo del personaggio continua a essere riproposto attraverso il rapporto con l’arte e il paesaggio. A Ragusa lo stesso principio viene trasferito in un contesto differente, mettendo Pinocchio a confronto con una figura appartenente alla tradizione mediterranea.

Alessio Boni e l’infanzia negata

La giornata di sabato 17 ottobre porta invece al centro del progetto il tema dell’infanzia. Alle 21.30, nella chiesa San Vincenzo Ferreri, Alessio Boni sarà protagonista della prima nazionale di “Se questo è un bambino. Pinocchio e l’infanzia negata”, spettacolo scritto appositamente per la manifestazione.

Con Boni saranno in scena Maurizio Camardi e Sergio Marchesini. Il testo è di Nina Verdelli, da un’idea di Elena Marazzita, mentre produzione e distribuzione sono affidate ad AidaStudioProduzioni.

Il punto di partenza è uno dei desideri fondamentali del protagonista collodiano: diventare un bambino vero. Da qui lo spettacolo sposta l’interrogativo sul presente e sull’esperienza dell’infanzia contemporanea, fino alla domanda su che cosa accada quando la possibilità stessa di essere bambini viene negata.

L’incontro tra Pinocchio e Giufà

Domenica 18 ottobre il rapporto tra i due protagonisti ideali della manifestazione diventerà esplicito. Alle 19, al Teatro Donnafugata, si terrà l’incontro “Pinocchio e Giufà. Favole per un Nuovo Mediterraneo tra letteratura, poesia e teatro”. Parteciperanno Giordano Bruno Guerri, il poeta Davide Rondoni e Marco Giorgetti, con la moderazione di Vicky Di Quattro.

Alle 20.30 il progetto si sposterà nel colonnato di Palazzo Arezzo di Donnafugata per il debutto di “La fiamma dei ragazzini – Pinocchio e Giufà”, nato dal periodo di creazione avviato a Ragusa il 12 ottobre.

Il testo è di Davide Rondoni, mentre Vicky Di Quattro cura il progetto e Cinzia Maccagnano firma la regia. Le musiche originali sono di Mario Incudine, che le eseguirà dal vivo insieme ad Antonio Vasta. Scene e costumi sono di Vincenzo La Mendola, il light design è affidato a Gaetano La Mela. Le coreografie sono di Dario Rigaglia e Sara Pena Cagigas, con il coinvolgimento di Scenario Pubblico.

In scena ci saranno Giorgia Boscarino, Marta Cirello, Rita Fuoco Salonia, Mario Incudine e Luna Marongiu, insieme a Francesco Adamo e Stefano Cavagnini della Compagnia Zappalà Danza 2.

Sul rapporto tra creazione teatrale e territorio insiste anche Marco Giorgetti, direttore del Teatro Stabile di Catania. Il progetto, afferma, corrisponde all’idea di un teatro che «costruisce relazioni con i luoghi nei quali prende forma». L’incontro fra Pinocchio e Giufà permette inoltre di guardare al Mediterraneo come spazio nel quale storie e linguaggi differenti possono entrare in relazione.

Per tre giorni, dunque, il bicentenario di Collodi diventa a Ragusa Ibla il punto di partenza per riportare Pinocchio fuori da una dimensione esclusivamente celebrativa. Accanto a lui compare Giufà, personaggio che non appartiene a una sola tradizione e la cui storia è legata proprio alla circolazione dei racconti.

Il progetto prova così a far incontrare due differenti forme dell’immaginario popolare nel luogo che geograficamente si affaccia su quello stesso Mediterraneo attraverso il quale Giufà ha viaggiato per secoli. E Pinocchio, a duecento anni dalla nascita del suo autore, riprende ancora una volta il cammino.







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