
Dove ha viaggiato davvero Ulisse? L’Odissea non offre una carta geografica sulla quale ricostruire con certezza le peregrinazioni del suo protagonista. Eppure, nel corso dei secoli, alcuni degli episodi più celebri del poema sono stati associati alla Sicilia e ai suoi paesaggi, come la terra dei Ciclopi, Scilla e Cariddi, l’isola del Sole, fino a Eolo e all’arcipelago che ancora oggi porta il suo nome.
È dentro questa lunga sovrapposizione tra geografia reale e immaginario omerico che nasce “Odissea in Sicilia”, il nuovo percorso esperienziale del Parco dei Miti di Zafferana Etnea, in provincia di Catania. L’iniziativa sarà aperta al pubblico tutte le domeniche di ottobre, a partire dalle 10, e propone un viaggio nel racconto di Ulisse che parte dalla parola dell’aedo e arriva alle tecnologie immersive.
Il punto di partenza resta il poema. Omero non fornisce coordinate confrontabili con quelle moderne. Nel tempo, tuttavia, il paesaggio dell’isola ha offerto una possibile ambientazione ad alcuni luoghi del racconto. Il mare e i vulcani, così come le correnti dello Stretto, hanno contribuito a stabilire una relazione particolarmente resistente tra il viaggio dell’eroe e il Mediterraneo siciliano.
Il Parco dei Miti è un itinerario nella natura dedicato alla mitologia classica, inserito nel paesaggio del Parco dell’Etna. Le sue installazioni artistiche in pietra lavica trasformano alcuni dei grandi episodi mitologici in luoghi attraversabili dal visitatore. Ci sono la Grotta di Polifemo e il Cavallo di Troia, la Nave di Ulisse, il Labirinto con il Minotauro e l’Ade con Tiresia. Il paesaggio vulcanico diventa così parte della narrazione e non soltanto lo scenario nel quale sono collocate le installazioni.
Particolarmente forte è il rapporto con la figura del Ciclope. «La scelta di Zafferana non è casuale», spiega Ettore Barbagallo, alla guida del polo museale Etna Today, del quale il Parco dei Miti fa parte insieme alla Casa delle Farfalle, al Museo dell’Etna, all’Apiario e al Planetario.
La tradizione ha infatti legato l’area etnea al mondo dei Ciclopi, anche se è necessario distinguere figure e racconti differenti. Nella mitologia più antica i Ciclopi sono associati alla fabbricazione del fulmine di Zeus e a Efesto; tradizioni successive collocano le loro fucine sotto l’Etna e negli altri vulcani dell’arcipelago siciliano.
Il Polifemo incontrato da Ulisse appartiene invece al IX libro dell’Odissea. È il gigantesco pastore che vive in una grotta e divora alcuni compagni dell’eroe. Ulisse riesce a sottrarsi al Ciclope facendo ricorso all’intelligenza anziché alla forza. Proprio Polifemo diventa uno dei protagonisti del nuovo percorso di Zafferana.
Dalla voce dell’aedo alla navigazione immersiva
Odissea in Sicilia è articolata in quattro momenti. Il primo recupera una delle caratteristiche fondamentali della storia del poema, ovvero la sua appartenenza alla grande tradizione dell’epica orale.
Ad accogliere i visitatori è infatti il prologo dell’aedo, che introduce i canti omerici soffermandosi sugli episodi legati alla Sicilia. Alla parola segue il percorso nel Parco, con una visita guidata alle installazioni dedicate al mito.
Il viaggio cambia poi linguaggio. Nella cupola immersiva viene proiettato “Thalassa, il mare dell’Odissea”, un filmato a 360 gradi costruito dalla prospettiva di chi si trova sulla prua di una nave. Il visitatore viene dunque collocato simbolicamente dentro la navigazione.
L’ultima tappa è affidata al teatro interattivo. Qui Polifemo dialoga dal vivo con il pubblico.
Il percorso prova così a mettere in relazione la forma più antica di trasmissione dell’Odissea, quella della voce, con strumenti contemporanei di rappresentazione.
«A quasi tremila anni dalla sua nascita, l’Odissea continua quindi a parlare attraverso linguaggi diversi», osserva Barbagallo. La sfida, secondo il responsabile del polo museale, consiste proprio nel far convivere la voce dell’aedo con il cammino nella natura e le immagini immersive.
Al centro rimane il viaggio. È la struttura che tiene insieme il poema e che consente all’Odissea di essere continuamente riletta anche molto tempo dopo il mondo che l’ha prodotta.
Tutte le domeniche di ottobre, a partire dalle 10, il Parco dei Miti trasformerà questa relazione tra letteratura e territorio in un percorso da attraversare. E il viaggio di Ulisse ripartirà, simbolicamente, dalle pendici del vulcano.
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