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Cara Debbie di Freida McFadden – i-LIBRI

Per anni Debbie Mullen ha saputo esattamente che cosa dovessero fare gli altri. Le lettere arrivavano alla redazione di un piccolo giornale locale del New England e lei rispondeva dalla rubrica Cara Debbie, occupandosi soprattutto dei problemi delle donne alle prese con mariti che le ignoravano o le trattavano male. Dare consigli era facile. È quando la sua stessa vita comincia a perdere pezzi che Debbie decide di cambiare metodo.

È questa la protagonista di Cara Debbie, il nuovo thriller psicologico di Freida McFadden, pubblicato in Italia da Newton Compton Editori nella traduzione di Eleonora Motta. Una donna di mezza età con due figlie adolescenti, un marito commercialista e una quotidianità che, vista dall’esterno, offre pochi motivi per sospettare quello che Debbie è capace di fare.

L’immagine della casalinga tranquilla, del resto, racconta soltanto una parte della sua storia. Debbie ha studiato informatica al MIT e possiede capacità che tende a minimizzare davanti agli altri. La tecnologia è ancora una delle sue passioni e ha sviluppato personalmente alcune applicazioni utilizzate dalla famiglia. Tra queste c’è Findly, che le permette di conoscere la posizione del marito e delle figlie. 

C’è poi il giardino, curato con un’attenzione che va ben oltre un normale passatempo. Debbie aspetta persino l’arrivo di una rivista specializzata interessata a fotografarlo. Quando il servizio viene cancellato a favore del giardino di una vicina, la delusione si aggiunge a una serie di piccoli fallimenti che cominciano ad accumularsi.

Il colpo più importante arriva dal lavoro. Una lettrice ha seguito il consiglio ricevuto nella rubrica e ha lasciato il marito, che minaccia di fare causa al giornale. Debbie viene licenziata. Nello stesso periodo anche in casa le cose si complicano. Le figlie Lexi e Izzy hanno problemi che non vogliono raccontarle e il comportamento di Cooper alimenta il sospetto che il marito le stia nascondendo qualcosa.

Debbie non è però una donna incline ad aspettare che i problemi si risolvano da soli. Lo si capisce anche dalle bozze delle risposte destinate alla sua rubrica, disseminate nel romanzo. Il consiglio che potrebbe effettivamente essere pubblicato sul giornale rappresenta spesso soltanto il punto di partenza. Nelle versioni scartate, la soluzione proposta può diventare rapidamente molto meno convenzionale. 

Le bozze della rubrica permettono di conoscere una Debbie molto diversa da quella che le lettrici sono abituate a leggere. Le sue prime risposte sono ragionevoli, ma nelle versioni che non arrivano alla pubblicazione i consigli prendono rapidamente una piega più estrema. E quando i problemi cominciano a riguardare la sua famiglia, alcune di quelle fantasie sembrano avvicinarsi pericolosamente alla realtà.

Il passaggio dalla teoria alla pratica avviene gradualmente. Debbie osserva ciò che succede alle persone che le stanno intorno e interviene quando ritiene che qualcuno abbia oltrepassato il limite. Non sempre gli altri sanno che lei è intervenuta e proprio questa discrepanza alimenta la parte più ironica del romanzo. Debbie continua a occuparsi della famiglia e del giardino mentre il suo concetto di risoluzione dei problemi diventa sempre più personale.

A complicare le cose contribuisce la sua convinzione che Cooper abbia dei segreti. Debbie nota telefonate che il marito cerca di nascondere e movimenti che non riesce a spiegarsi. Findly, l’applicazione creata da lei stessa per localizzare i componenti della famiglia, diventa inevitabilmente uno strumento per cercare risposte. Il problema è che anche Debbie ha parecchie cose che preferisce non raccontare al marito.

La narrazione non rimane sempre affidata alla protagonista. Alcuni capitoli di Cara Debbie seguono Cooper, altri l’amica Harley, permettendo di vedere Debbie da prospettive diverse dalla sua. Le tre voci si alternano alle bozze di Cara Debbie, creando discrepanze tra ciò che un personaggio crede di sapere e quello che gli altri stanno facendo. 

È un meccanismo particolarmente adatto a McFadden, che ha costruito buona parte del proprio successo sulla capacità di far dubitare il lettore delle informazioni ricevute. Qui il gioco riguarda innanzitutto Debbie. La donna racconta se stessa con un tono che può essere autoironico e apparentemente ingenuo, mentre alcuni dettagli suggeriscono presto che l’immagine che offre di sé non sia completa.

La vendetta annunciata nella presentazione del romanzo non cancella quindi la componente domestica. Al contrario, nasce proprio dentro quella quotidianità. I problemi delle figlie, le rivalità del vicinato e le bugie tra marito e moglie forniscono a Debbie occasioni continue per applicare alla propria vita quella capacità di trovare soluzioni che per anni ha esercitato attraverso le lettere delle lettrici.

Cara Debbie arriva dopo il successo internazionale che ha trasformato Freida McFadden in uno dei nomi più conosciuti del thriller psicologico contemporaneo. L’autrice di Una di famiglia ha venduto, secondo i dati diffusi dall’editore, oltre 56 milioni di copie nel mondo. Nel nuovo romanzo sceglie una protagonista diversa da Millie, ma torna a lavorare sulla distanza tra l’immagine rassicurante di una casa e ciò che accade quando si comincia a guardare più attentamente chi la abita.







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